Perchè gestiamo male i nostri risparmi

Perchè gestiamo male i nostri risparmi

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In quest’ultimo anno ho più volte pensato a come costruirmi una pensione,  visto che sarà molto difficile che lo Stato italiano possa garantirmene una dignitosa nel futuro. La mia generazione sarà più povera di quella che mi ha preceduto, senza avere nessuna responsabilità.

L’unico Welfare su cui possa contare, non solo io ma anche voi, è quello che riusciremo a creare con i nostri risparmi.

Fatta questa amara considerazione,  mi sono messo subito a studiare il mondo degli investimenti azionari e obbligazionari. Ho letto più di venti libri su questi strumenti finanziari, guardato decine di video di “guru” della finanza, fino a quando non mi sono imbattuto nella finanza comportamentale. Una materia che vale la pena approfondire per conoscere come funziona la nostra mente nella scelta e nella gestione del risparmio.

Perché gestiamo male i nostri risparmi, il libro di Paolo Legrenzi, professore emerito dell’ Università Ca’ Foscari di Venezia,  mi ha aiutato molto a capire in cosa dovrei focalizzarmi per evitare di fare quegli errori che  generalmente commettono i piccolo investitori

In passato, in Italia, la tendenza era quella di accumulare i 2/3 della propria ricchezza sotto forma di immobili e il restante in quello che si conosceva meglio, tipo Bot, BTP, Buoni Fruttiferi Postali o Conti Deposito. Oggi non è più possibile pensare di costruirsi un risparmio con questi strumenti, poiché gli immobili sono diventati illiquidi e i titoli a rendimento fisso ormai non possono essere considerati un porto sicuro. Lo abbiamo visto in questi giorni con la crisi dello Spread.

L’autore ci consiglia invece di costruirci un portafoglio, un piano di accumulo che sia basato su un paniere di titoli azionari ed obbligazionari quanto più diversificato possibile per ridurre il rischio all’esposizione di un solo titolo o mercato. La gestione del nostro risparmio però rischia di essere guidata da meccanismi psicologici, come le emozioni,  le paure, le illusioni, gli orizzonti temporali troppo corti, che ci fanno temere perdite improbabili.

Nessuno ovviamente è immune dal rischio ma è possibile adottare alcune strategie per rendere noi e il nostro patrimonio meno vulnerabile.

Trovarsi con una perdita del portafoglio è sicuramente  dolorosa, ma ciò non deve assolutamente condizionare il nostro modo di interagire con i nostri investimenti. In un ciclo lungo il mercato vince sempre, e se siamo pazienti, i nostri risparmi potrebbero beneficiare di aumenti significativi.

Consiglio assolutamente la lettura di questo libro, un manuale di autodifesa che vi aiuterà a prendere decisioni migliori per i vostri risparmi.

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