La classe inutile. Da disoccupati a inoccupati

La classe inutile. Da disoccupati a inoccupati

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Nei prossimi vent’anni o trent’anni assisteremo alla nascita di una nuova classe sociale, irrilevante e inutile, via via che l’intelligenza artificiale e l’automazione prendere piede nel mondo dell’industria e dei servizi .

N’è quasi certo il professore e saggista Yuval Noah Harari, autore dell’ultimo acclamatissimo libro 21 lezioni per il XXI secolo.

Una classe di persone che non potrà essere occupata, poiché non servirà più al sistema di produzione. Molti lavori con basso e medio profilo di competenze non esisteranno più.

Un élite di persone che avrai il controllo dei dati e degli algoritmi potrà fare a meno della classe che un tempo era definita operaia, rendendola irrilevante.

Pertanto questa nuova classe dovrà necessariamente rimanere occupata con altre attività per non rischiare la pazzia, sostenuti da un reddito di base universale.

Bene, come spenderà il proprio tempo questa massa di persone?

Sarà impegnata nelle nuove tecno-religioni, nei mondi che la realtà virtuale costruirà per essa che darà molte più emozioni.

Il futuro appare molto incerto e difficilmente prevedibile, ma l’analisi di Harari sembra essere quanto più lucida e credibile.

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