In Sicilia solo due banche nel 2027

In Sicilia solo due banche nel 2027

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La chiamano disruptive innovation,  o innovazione dirompente, l’onda che sta investendo le banche tradizionali.  Anche in Sicilia.

Con questo termine,  introdotto per la prima volta dai professori Clayton Christensen e Joseph Bower nel 1995, si intende come cambiano le modalità di erogazione di un prodotto o servizio a quale i consumatori sono abituati.

E il nostro modo di usufruire dei servizi bancari sta cambiando.

Sistemi informatici, algoritmi,  banche online, diffusione del fintech  spazzeranno decine di sportelli di banche con sede legale in Sicilia, e non solo, nei prossimi dieci anni.

Da metterci la mano sul fuoco.

Le nuove tecnologie renderanno sempre meno efficienti le banche che non avranno investito nell’informazione tecnologica e zavorrate alle loro strutture fisiche.

Lo sportello classico di prossimità per le operazioni ordinarie non avrà più senso.  Anzi rappresenterà un costo non sostenibile.

Cosi come i giornali, la musica, i video e i viaggi,  anche il  mondo del credito sarà ( e già ) investito dalla rivoluzione digitale

Non sarà  solo la  disruptive innovation  ad accelerare la scomparsa delle banche tradizionali, ma anche la poca crescita dell’economia siciliana,  i costi di gestione che superano il fatturato più del 60%,  e soprattutto  la riduzione della marginalità per l’assottigliamento degli interessi attivi a causa del poco credito gestito.

Inoltre le piccole banche siciliane non saranno in grado di competere sul costo del denaro con quelle più grandi, che  offriranno tassi più vantaggiosi e in grado di selezionare i migliori clienti sulla base del loro rating.

Assisteremo ad acquisizioni e fusioni, a partire dal mondo del credito cooperativo fino alle banche popolari.

I numeri degli ultimi dieci anni parlano molto chiaro, la Sicilia ha assistito a un massacro degli sportelli. Ne sono stati chiusi più di 300 dal 2008.

Cerchiamo di fare un pò di chiarezza.

Come si nota dal grafico in basso del rapporto annuale 2016 del credito  in Sicilia, redatto dall’Osservatorio Regionale ( consultabile qui), gli sportelli bancari con sede legale in Sicilia si sono dimezzati nel corso degli anni, a partire dal 2008 fino al 2016.

Il numero è sceso da 936 a 496. 

Quasi il 50% in meno.

Sopratutto per via dell’incorporazione del Banco di Sicilia in Unicredit.

Se nel 2008 il numero degli sportelli delle banche siciliane rappresentavano quasi la metà della totalità, oggi, alla luce di questi dati, rappresentano un terzo del totale ( 496 su 1501).

Si nota che le due più grandi banche presenti in Sicilia , Unicredit e Intesa San Paolo,  che non hanno sede legale nell’isola, detengono ad oggi il 36% degli sportelli. ( Vedi grafico in basso)

Se pensiamo che il digitale sta accelerando e le motivazioni suddette si fanno sempre più evidenti, nell’arco di un decennio, a seguito di fusioni e incorporazioni,  in Sicilia , ci saranno fisicamente operative solo DUE BANCHE

Forse non saranno precisamente due le banche nell’isola, ma di sicuro  avranno sede legale altrove.

E tu piccolo imprenditore, investitore o correntista ti sta preparando a questo scenario?

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